Approfondimenti

Storia del vetro italiano

Duemila anni di fornaci, maestri e segreti: un viaggio dal vetro soffiato dei romani al design del Novecento, attraverso i luoghi che oggi ne custodiscono la memoria.

Le origini: il vetro dei romani

Il vetro nasce in Mesopotamia e in Egitto migliaia di anni prima di Cristo, ma è con i romani che diventa un oggetto quotidiano. La svolta è l'invenzione della soffiatura, sulla costa siro-palestinese nel I secolo a.C.: per la prima volta si possono produrre in serie coppe, bottiglie e balsamari leggeri ed economici.

In Italia il grande centro è Aquileia, emporio dell'Adriatico dove approdano materie prime e maestri orientali e da cui il vetro si diffonde in tutto il Nord: le officine della X Regio producono i vetri murrini di Altino, le coppe firmate dal maestro Ennione conservate ad Adria, i corredi di Este e Iulia Concordia. Sul Tirreno, la necropoli di Albingaunum ha restituito il celebre piatto blu di Albenga, mentre da Pompei viene il capolavoro assoluto del vetro cammeo: il Vaso blu.

Murano e la Serenissima

Nel 1291 la Repubblica di Venezia ordina di trasferire le fornaci fuori dalla città, per proteggerla dagli incendi: nasce così il monopolio di Murano, dove l'arte vetraria diventa un segreto di Stato. I maestri godono di privilegi straordinari, ma non possono lasciare la laguna.

Alla metà del Quattrocento Angelo Barovier mette a punto il cristallo veneziano, un vetro così puro e incolore da conquistare le corti di tutta Europa. Seguono i lattimi che imitano la porcellana, le filigrane del Cinquecento, gli specchi, i grandi lampadari a bracci fioriti del Settecento. Dopo la crisi seguita alla caduta della Repubblica (1797), il vetro muranese rinasce nell'Ottocento: nel 1861 l'abate Vincenzo Zanetti fonda il museo che oggi è il Museo del Vetro di Murano, punto di partenza della riscoperta delle tecniche antiche.

Altare e la diaspora dei maestri

L'altra capitale storica del vetro italiano è Altare, nell'entroterra ligure, dove l'arte è documentata fin dal Medioevo. Qui la strategia è opposta a quella veneziana: i maestri altaresi emigrano liberamente e diffondono le loro tecniche in tutta Europa — la façon d'Altare — fondando vetrerie in Francia, nelle Fiandre e oltre. Nel 1856 la comunità si organizza nella Società Artistico-Vetraria, una delle prime cooperative italiane, la cui storia è raccontata nel museo di Villa Rosa.

La Toscana: vetro verde e cristallo

In Toscana il vetro è una storia di valli e di botteghe. Nella Valdelsa i «bicchierai» sono attivi fin dal Duecento: le fornaci preindustriali di Gambassi Terme hanno restituito migliaia di reperti che documentano secoli di produzione d'uso. A Empoli il vetro prende il colore delle sabbie locali, ricche di ferro: è il vetro verde di fiaschi e damigiane, protagonista di un'industria che accompagna la città fino al Novecento.

A Colle di Val d'Elsa la tradizione medievale si trasforma nell'Ottocento in industria del «mezzo cristallo» e, dal 1963, nella produzione del vero cristallo al piombo: oggi dalla cittadina toscana esce circa il 95% del cristallo italiano. A Montalcino, infine, un castello custodisce la storia del vetro vista da un'angolazione speciale: quella della bottiglia.

Le fabbriche dell'età moderna

Tra Sette e Ottocento il vetro diventa impresa. Nel 1759 nasce a Chiusa di Pesio la Regia Fabbrica dei vetri e cristalli, la più importante vetreria degli Stati Sabaudi. Sulle Dolomiti, dal 1805 al 1888, l'antica vetreria di Carisolo produce cristalli in stile boemo grazie a maestranze giunte da Boemia, Alsazia e Lorena. In Umbria la fornace di Piegaro, di origini medievali, lavora fino al 1968: oggi il museo conserva ancora l'ultimo vetro rimasto nel forno spento.

Il Novecento: dal vetro d'arte al design

Nel Novecento Murano torna al centro della scena mondiale: le vetrerie storiche e i nuovi protagonisti — Venini su tutti — chiamano artisti e architetti a disegnare il vetro, da Carlo Scarpa a Gio Ponti. Tecniche come il sommerso e l'incalmo diventano un linguaggio del design italiano, celebrato nelle Biennali e nei musei di tutto il mondo.

Questa stagione è oggi raccontata a Venezia da Le Stanze del Vetro, sull'isola di San Giorgio Maggiore, con due grandi mostre l'anno dedicate al vetro d'arte del XX e XXI secolo. E la tradizione continua: nel 2020 l'arte delle perle di vetro veneziane è stata iscritta dall'UNESCO tra i patrimoni culturali immateriali dell'umanità.

Dove vedere tutto questo

Ogni capitolo di questa storia ha un luogo che lo custodisce: il catalogo dei musei li raccoglie tutti, con mappe, orari e informazioni per la visita. Per organizzare un viaggio a tema, ci sono gli itinerari del vetro.

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